Vi ho tutti in testa
.
A te ti girano le palle GB? Guarda,figurati a me!
Mi siedo qui, lo sai, non ci sfracassiamo, stiamo qui a fissare il muro, magari passa tutto.
(oh il copyright l'ho rispettato, è di questi che si firmano in fondo, io non c'entro nulla, sto qui seduta zitta)
Ho superato la fase "leggo per comprendere", leggo solo per piacere.
Così capita spesso che vada su altrui blog e un post mi piaccia, e non mi ponga (più) il quesito che significa, a che sta pensando, cosa sta descrivendo, tanto ho verificato infinite volte che non riesco a intuire, non ci arrivo, oppure semplicemente non conosco la storia di chi scrive. Altrettanto capita che di un post interpreto un significato magari assente, un fraintendimento anche, e da quello mi viene da riflettere, e ripensando scrivo una delle tante cazzate che si trovano in questo blog (che è proprio un diario e basta, col vantaggio di non essere facilmente reperibile come lo sarebbe uno di carta).
Poi vado altrove, da chi so che capita ogni tanto a leggermi, e ho l'impressione che stiamo svolgendo un filo che di mano in mano cambia spessore, colore, forma, però è lo stesso filo, e io parlo di una cosa che ne richiama un'altra, che per parte sua ne farà nascere un'altra ancora.
Non ci siamo dati temi, non scriviamo che per noi e non c'è niente di memorabile nelle nostre righe, ma qualcosa si muove ugualmente e io amo questo filo (che forse non c'è).
Ho scordato il cellulare in ufficio. Lo immagino acceso nella stanza buia. Non mi manca, lo uso talmente poco, ma è un effetto strano, saperlo lì che suona, vibra, si accende delle sue luci blu e viola, ma nessuno lo guarda.
Ripensavo allo schianto della consapevolezza, sospinta indietro dalla suadente lusinga delle bugie, un'onda, due onde, si arriva sempre sulla battigia e lì ti aspetta, e schianta.
[Il Prima] Avviene quando tacciono i telefoni, gli sms, le chat, le lettere e ti arrampichi a cercare la pazienza, a mentirti sulla latitanza, mentre scava il suo buco senza sosta il tarlo, e un tarlo è vivo, non sono seghe, non è bugia, accumula polvere del tuo legno, ti mangia ma ha ragione.
[Il Dopo]Per prima arriva la paura, poi la mancanza, onnipresente l'insicurezza di sè, la negazione annienta. Poi ci si inventano altre verità, ci si dispera, ci si esalta come in una rivoluzione positiva, si crolla, ci si distrae, ci si rialza e si fa la conta dei morti che prima o poi seppelliremo.
In mezzo l'istante della conoscenza piena, senza scampo. Fortunati quelli che affrontano subito anche la vergogna occhi negli occhi (perchè ti vergogni di essere nudo nel sentimento, davanti a chi ti ha oltrepassato e per te ha motivi di razionalità), un colpo e via, raggiungiamo subito il fondo.
Succede invece di trascinarla in equivoci che sono solo tuoi, di là c'è un'intollerabile sopportazione che puzza di pietà, si attende che tu comprenda e poi ti vergognerai anche dell'esser stata stolida, lenta nel capire, stupida al dunque.
Dall'altra parte si ha voglia di far presto, c'è l'aereo da prendere, a volte lo si è già preso e si sta lì svagati di malavoglia, mentre il tuo commensale tarda a consumare ciò che tu stai digerendo.
Quando la storia invertirà i ruoli il ricordo non sarà un tesoro per nessuno, i ricordi non ti insegnano, possono solo spaventarti, indurti alla paralisi.
Mai più, mi dico subito. C'è una consolazione non poi tanto magra nell'aver rinunciato.
(Citizens of hope and glory, time goes by, it' s the time of your life)
Invece di dire la stessa cosa, lo permalinko
[Giorni della memoria]
Così tanto da non dimenticare che un solo giorno non basta.
Strana giornata ferormonale ieri, in poche ore ricevo una dichiarazione d'amore da una donna [spazio per ampie riflessioni non lusinghiere sulla sottoscritta] e un appuntamento per stasera da un autista d'autobus [vabbè, state zitti/e]. Ho il cane che mi struscia.
Oggi scrivo alla ditta che produce il mio bagnoschiuma una lettera di diffida.
Non sai parlare d'altro?
Si, ma non ne ho voglia
i've found a way to make you
i've found a way
a way to make you smile
i read bad poetry
into your machine
i save your messages
just to hear your voice
you always listen carefully
to awkwards rhymes
you always say your name
like i woulden't know it's you
at your most beautiful
i've found a way to make you
i've found a way
a way to make you smile
at my most beautiful
i count your eyelashes secretly
with every one whisper i love you
i let you sleep
i know you're closed eye watching me
listening
i thought i saw a smile
i've found a way to make you
i've found a way
a way to make you smile
(REM At my most beautiful)
Così tanto da non dimenticare che un solo giorno non basta.
Poichè persino la proposta CdL sulle quote rosa è stata rinviata in Senato, e la mattinata giornalistica è apparsa subito deprimente per il contorno di notizie e notiziole politiche, interne ed estere, mi accomodo direttamente sulla panchina a contemplare il mio oggetto distraente.
Sta sempre lì, cambia posa, cambia abiti, ride spesso, sarà davvero così contento? mah. Si agita come un italiano, fa battute senza sosta, deve essere impegnativo voler risultare simpatico quando ti si chiede solo di esser bello, fuma sempre e non perde occasione per ricordare il suo passato addicted. Passato? vabbè. Non è un granchè la tua agenzia PI Mr GB, meglio continuare a lavorare da' retta.
Siediti, va', be quiet, fai meno versi, stiamo un po' zitti, tu fumi, io non ti rompo i coglioni con l'autografo che non me ne frega niente della tua firma per interposta penna, I'm tired, you too.
Dal dolore al prurito, decido e inizio a strapparli.
Per toglierli bene è necessaria la crudeltà di un uomo che elimina senza esitazione ciò che è brutto, deciso come la repulsione che muove il gesto, spietato come chi non ti toccherebbe mai.
Questa donna invece è comprensiva. Si avvicina con ironia, ridiamo, mi spara ma sento l'empatia. Capisce cosa significano. Non mi vuole far male, loro bastano, perciò non è efficace. Si interrompe prima che la fermi, a volte sospende e la avverto sconfortata.
Una battuta e si ricomincia. [Sempre è così]
Mi siedo con questo tizio che fa foto su una panchina, gli esibizionisti hanno del tenero, basta evitarli. Non ci parliamo, io nemmeno ci proverei, detesto non saper usare le parole giuste, detesto le frasi fatte imparate ai corsi di lingua. Uso le sue foto, per me potrebbe non esistere, in questo siamo pari. Non ci tocchiamo nè parliamo ma la mia pelle non c'entra. Questo va bene.
Avessi avuto un blog in anni di errori ne avrei commessi meno
Ehi mr.GB 'ndo stai? vieni qui a sederti,distraimi
(copyright di Vogue, mica bruscolini)
Musica con cui sono cresciuta
In direzione ostinata e contraria.
Babbonatale esiste, ma è a tempo (fino a nuovo parto parlamentare)
Ceci n'est pas une pipe
E' venerdi, ho bisogno di musica ma non ho il cd che vorrei.
Non è questo il significato.
Memento per sopravvivenza
Non rivedere mai più La finestra di fronte.
[ infra: Di stilFilippo ne basta/avanza uno, di stilLorenzo abbonda il mondo e aspirano tutti alla meta stilFilippo, rimarco l'assenza dei Davide Veroli, l'unico di cui sentire necessità; io non so nemmeno cucinare i dolci.
Pregiudizi cinematografici: la mezzogiorno, bellissima, non mi piace; bova, sciapino, ha numero cinque espressioni base, come mi manca girotti diobono]
Duri e puri
Negata la grazia anche al vecchio pellerossa cieco. Cazzo, se son stati cattivi noi buoni li puniamo! Ho detto!
Addio Allen
Leggo il giornale, subisco la TV, spengo la radio. Per fortuna, mi dico, arriva l'aviaria e entro un anno metà di noi sarà morta, se l'attuale prognosi fa statistica.
[Cinico? No, le cose stanno così, se le vuoi vedere diversamente c'è sempre mr. GB (o analoghi)]
En passant
Ieri dopo 4 mesi il Senato s'è desto, Legge Pecorella approvata, sentenze di assoluzione in primo grado inappellabili, Silviuccio nostro di Santa SME ringrazia.
(ho bisogno di un fegato nuovo)
Fa peggio al fegato il pensiero della terza legislatura con Silvio (l'ultima, dopo quella dichiariamo bancarotta e ci vendiamo lo Stato compreso il copyright), o quello di una risicata vittoria da disperazione, tipo un 51 % di papocchio, che ci consegna a mani legate alla destra e ci ripiomba nello sconforto?
Meglio sparargli ora, a Faxino/Baffino, nell'impulso di rabbia, o prima vederli soffrire incartandosi in smentite, offese, alzabandiera, sdilinquimenti, arruffianate noi non useremo (neppure) questo contro di te, sudori freddi, fino alla soppressione per eutanasia finale ?
[Dov'è Mr.Butler accidenti, 'spe' che cerco un'altra foto, Mr.GB, venga qui, imperi nel mio blog, mi distragga diobono, subito!)
[NB Tra breve mi chiederanno quattrini per tutte ste foto non mie linkate, spedirò il conto agli agenti di mr.GB , dopo tutto è pubblicità gratuita, eh! Se avete altri soggetti da suggerire, prego]
Utenza & me
Sala documentazione centrale, PC nuovo con casse, abbasso il volume a sottofondo, siamo loro, io, Holly Cole. Si avvicina il primo, sorride, vai con la domanda. Another day, with music.
Make it go away or make it better
Isn’t that what love is supposed to do?
Make it go away or make it better
Cause I would do either one for you
This is not the way you should see me
This is not the face I recognize
Could I lay my head down here for a moment?
Would you sing to me like I’m your child?
Cause I’m not angry I’m not crying
I’m just in over my head
You could be the angel that stayed on my shoulder
When all of the other angels left
Make it go away
Cause I am weakened
This is more than one should have to take
If you do this for me then I will promise
I’ll make it go away for you someday
There are reasons with silver linings
There are lessons but I don’t care
Cause I just need a hand that I can hold onto
When it’s darker than death out there
Oh, and I’m so cold
And so far away from my home
But tonight you’re
You’re where I belong
You’re everything right
When I’m everything wrong
So make it go away or make it better
Isn’t that what love’s supposed to do?
Just make it go away or make it better
Cause I would do either one for you
Make it go away or make it better
Isn’t that what love’s supposed to do?
Just make it go away or make it better
Cause I would do either one for you
[Non è che proprio non mi viene niente da scrivere, anche avendo deciso di astenersi per sopravanzo di bile sul tema DS e compagnucci di cellulare, è che sono subissata dagli utenti in crisi di astinenza natalizia, meglio così per tutti chioso anche a nome vostro.
E poi mi dispiaceva con un nuovo post annullare la vista di Mr.Butler: questo lo scrivo con scopo preciso, anzi è il vero motivo del post:
a) allinearmi come proposito del 2006 finalmente a uno standard diffuso di demenza, nella speranza di rincoglionire del tutto e non soffrire più
b) smentire una volta per tutte quest'aura di persona seria, posata, responsabile, per pochi quasi intelligente -nel senso di in grado di intelligere, alla meno peggio- che usurpo da troppo tempo (dite che bastava un post qualsiasi? probabile).
Non sono un'esperta in template sennò adeguavo anche quello al corso di questo post con qualche foto o disegnino rosa, fiori, peluches, e vari, tanto per allontanare gli ultimi acerrimi visitatori.
Astenersi commenti prevedibili
(la faccina rientra nel nuovo modello) ]
Sotto, per non perdere il vizio appena preso. [nota del linkatore: garantisco che ce ne sono di più in posa e sdilinquite, sto scoprendo un mondo, 'na roba... (un abisso? mah) ]
[il link è giustamente scomparso, era solo un'altra foto di GB, ma voi immaginate pure un qualsiasi bell'attore/una qualsiasi bell'attrice che vi piaccia, il fine era quello]
Compilo senza troppe speranze il modulo di iscrizione alla scuola primaria fuori stradario per il cinquennemmezzo. Mi hanno dato un elenco dei motivi che a fronte di un sovrannumero di richieste verranno valutati come preferenziali , li scorro, non ce n'è uno che possa barrare e i miei, quelli che ho davvero, non sono previsti. Noto anzi che 7 su 8 sono facilitazioni per chi è già facilitato, per es. chi ha nonni che possono venire a ritirare il bambino. Faccio notare al segretario che forse chi come me può contare solo su sè stessa per accompagnarlo e riprenderlo, e deve fare i conti con un orario lavorativo obbligato e una distanza fisica scuola-sede di lavoro andrebbe se non favorito perlomeno previsto come opzione preferenziale; mi chiede se rientro nella categoria divorziati o separati, dunque, purtroppo no, rispondo, quelli, come mia sorella che ha mollato in 48 ore figli e casa e chissenefrega, hanno uno staff di nonni e zii a disposizione 24 ore su 24, io ho solo un marito con orario lavorativo variabile all'improvviso, su cui non fare mai affidamento, ma nemmeno questa è un'opzione prevista. Perciò compilo per dovere di consegna. Accanto a me una elegante signora residente non in altro quartiere ma in altro comune fa la stessa cosa, assistita da una dipendente della scuola (maestra? amministrativo?) che le fa scrivere il proprio indirizzo, regolarmente nello stradario previsto d'obbligo, come domicilio della nonna. Non è la nonna, la bambina la saluta su sollecitazione della mamma, dì ciao alla signora XYY, e la signora XYY si allontana rassicurandole Se hai bisogno comunque sono qui, non preoccuparti.
[A Guanolandia il metrodo mafioso è talmente connaturato all'essenza della città che non si bada nemmeno più a farle di nascosto, le porcate, lo so a memoria a partire dall'asilo nido. ]
Consegno il modulo chiedendo quando mi diranno che mio figlio è stato escluso, il segretario non rileva neppure il sarcasmo e mi risponde entro il 20, non si preoccupi. Non mi preoccupo, qui non si preoccupa nessuno, si figuri. Però vi odio molto.
Le non-ferie natalizie consentono brevi pause di riposo che di solito dedico a film di nessun impegno mentale, meglio se vecchi di almeno 3-4 anni, tanto al cinema chi ci va più, possibilmente del tipo per la cui visione non spenderei un euro.
Ecco dunque che finalmente approdo al disgusto per Troy , con il tormentato Achille impannato da un Brad Pitt cui al solito darebbe dei punti anche il mio cane per espressività, e un Ettore dal marchio dello sfigato, ai quali fanno da contorno una serie di caricature notevoli per lontananza siderale dai personaggi omerici. Unica conferma: l'antipatia omicida per Paride, qui reso da un miserrimo pavido e bruttino chiaramente pervertito, e per l'intemerata Elena dai tratti teutonici, pure lei di ben poca bellezza e mi fermo qui. A conclusione del film una sonora risata per l'epico "Ettore domatore di cavalli" pronunciato con tono solenne e che tale resa cinematografica fa associare a qualcosa di simile a un artista circense. Si tace sull'ambientazione desertica, mancava solo Lawrence d'Arabia.
Per via televisiva invece mi sorbisco a sorpresa ben 3 tentativi di musical:
Chicago mi annichilisce, sarà stata la stanchezza, fatto sta che dormo dopo 10 minuti. All'ennesima prova sul Fantasma dell'Opera resisto fino al Passa il ponte tra noi due, canzone dove fiera è la lotta per il premio Schifezza tra la musica originale del famoso compositore e la versione italiana del testo, poi cambio canale (noto che ogni volta si migliora nella scelta estetica del Fantasma, mostro sfigurato cui stavolta tocca la sembianza di Gerard Butler**, uno dei più belli tra gli attori di recente corso, peraltro come richiede un musical negato nel canto, insomma condenserei in un perfetto, ma che cazzo c'entra?). Moulin Rouge e l'assassinio di un paio di belle canzoni mi stroncano definitivamente, tacchi di Ewan McGregor in difficoltà d'altezza a petto con la Kidman compresi, e decido di essere pronta per la Cuccarini e Ingrassia in qualsiasi prova.
[Tutta vita, sì]
** Nella foto, in aggiunta e per tirar su il morale alle fanciulle, l'orrendo fantasma repellente scelto da Joel Schumacher
Queste nebbioline leggere - non per nascondere, giusto per smussare i profili - è inevitabile che si alzino.
Non manco volta di sfregare il dito sul vetro per veder meglio oltre, non manco volta di dissolverle col gesto, e sotto c'è quel che ormai dovrei aver imparato a memoria.
[Con l'età la memoria non falla, diluisce però.]
Concediti la presbiopia, se sulla lunga distanza non ti inganni.
- Se verso le 2 del 1 gennaio hai qualche dubbio su chi massacrare per primo dei due ragazzotti decerebrati che stanno facendo esplodere botti di ogni genere nel pianerottolo in comune, l'uscita della mammina "cari, suuu, fate piano che c'è gente che già dormee" a presa di culo risolverà il problema, aggiudicato il matricidio.
- Se la gran mater si è offerta per la seconda volta in 5 anni di tenere con sè ben tre giorni il cinquenne, consentendoti di non far fuori metà delle ferie per tamponare le vacanze scolastiche, il giorno della partenza ti comunicherà che non si sente in forma e non è in grado di badare all'energumeno, al massimo viene lei a farsi intrattenere (declinerai la gentile offerta adducendo neve, ghiaccio e quant'altro come scusa alla faccia della bontà natalizia)
- Se nella sfiga troverai positivo poter passare il primo dell'anno a finalmente oziare in casa tua, la suocera piangente abbandono convocherà in forza la famiglia a rompersi i coglioni a casa sua.
Ti domandi se questo 2006 sarà diverso? No (non me lo domando, non lo sarà)
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