Vi ho tutti in testa
Astenersi è un'ipocrita non-scelta, Ruini dica quel che vuole perchè alla Chiesa conviene il risultato e poca importa il mezzo, è un fare lo sgambetto senza apparire. Ma è vero che è anche un'azione politica, infatti attacca vilmente lo strumento referendario in sè, dimostrando per l'ennesima volta che se non fai parte del numero (legalmente prescritto) dei promotori non hai il dovere civile di partecipare all'espressione di voto, vai al mare che fa bene alla salute, allo stato come sempre penserà qualcun altro.
Vota NO se quanto proposto al voto ti dà scandalo o non ti trova d'accordo, abbi il coraggio di rischiare di perdere perchè altri sono vili o menefreghisti e prendi posizione con civiltà.
Io voto SI e spero di perdere con un avversario umano e non con un impersonale quorum
Update: in ogni modo auguro a tutti noi un 12-13 giugno di piogge a dirotto
Berlusca:"La nostra è una situazione di benessere e gioia per il fatto di essere nati e di vivere nel Paese più bello e anche tra i più ricchi del mondo".
Ho finalmente realizzato un sogno e non me ne sono accorta: vivo all'estero
La ragazza polacca che mi aiuta in casa mi comunica che ha trovato Internazionale un'ottima rivista [apprendo in concomitanza all'annuncio che il penultimo numero non era mancato alla consegna, ma aveva semplicemente cambiato casa prima che lo leggessimo]. Le prometto di passarglieli tutti via via che arrivano, ma per favore se non butta via quello che ha ci piacerebbe leggerlo. Mi assicura che lo riporterà appena se ne ricorda, insieme ai Cd jazz che sta masterizzando. Anticipo la prossima mossa e le offro di portare via qualsiasi libro trovi interessante da leggere per il tempo che le serve.
Non sono seccata, in realtà mi viene da sorridere alla franchezza con cui mi annuncia i suoi autoprestiti, mi fa piacere che queste cose servano ad altri.
Mi domando quanti tra gli ufficialmente studiosi che ogni giorno si affacciano al mio ufficio hanno la stessa curiosità culturale di questa ragazza, che non ha voluto studiare (potendo, dice lei) e ora dà l'aspirapolvere al posto mio mentre io cerco di far accucciare il senso di colpa stirando la solita quintalata di panni settimanale.
Di certo ne ha più della signora che mi dava ieri della coraggiosa "ma ti sei fidata a darle le chiavi? e se ti ruba tutto? e se ti trovi una bolletta del telefono stratosferica?". Che vuoi che rubi?, le rispondevo, libri, cd, giornali?, abbiamo solo quello di prezioso e tanto meglio se viene condiviso. Una bolletta più alta vale la soddisfazione di qualcuno a cui piace la stessa tua musica, la stessa carta scritta, in questa merda di città, tra questa merda di gente piccola e felice di sè.
Quelle belle giornate in cui con estrema soddisfazione manderesti la tua vita a cagare
Puntualissimi ad ogni vigilia elettorale, foss'anche di un anno, quelli che dovrebbero essere 'i nostri' si affannano per riuscire a rimandare il momento in cui dovranno a suon di voti prendersi la responsabilità di dire "scherzavamo, anche noi la pensiamo come loro". Per effetto del ricompattarsi degli altri, loro si dividono.
Insomma, si fa quel che si può per salvarsi il culo (o la faccia, è uguale)
[Sparse, tra me]
Il gioco non mi attira, forse perchè le ultime non vorrebbero essere 25, nemmeno tutte azioni, magari ne ho compiute fin troppe, tendo a sbagliarle con facilità, mi dico che le ho già fatte, per i desideri ci vorrebbe di ricominciare e non rinascere me, e gli ultimi dovrebbero finalmente essere silenzi in passività. Però da leggere è simpatico, sorrido e non oso farlo con l'emoticon. La pizza era buona, proverò il pane quando la sintonia sarà tale da consentire l'induzione tacita delle dosi giuste.
Ho il tempo e finalmente le assenze giuste, dunque dovrei aprire la posta e scrivere - come vorrei - a l'unica a cui oggi vorrei. Non posso. Eppure credo che capisca benissimo. Se ci conoscessimo e ci fossimo regolarmente frequentate, arriverei fino alla porta senza suonare e se aprisse - perchè secondo me aprirebbe lo stesso - non vorrei aprire bocca, ma capirebbe senza offesa, forse ci abbracceremmo, poi basta.
Non frequentandoci, nessuna delle due vorrebbe perdere con il tacere l'altra: io suonerei e direi cose di circostanza molto affabili, lei mi farebbe ridere con l'ironia che le viene dall'intelligenza, staremmo anche bene superato l'imbranamento, ma non sarebbe vero quanto il (non) parlarci in mail. Sembrano seghe solo ai deficienti, qui sta la differenza che a lei non devo spiegare. Sorrido con l'emoticon, a lei non gliene frega niente.
Mi piace molto chi sa scrivere ancora di sè quando è triste, mi piace anche perchè ci leggo vitalità, desiderio costruttivo di uscirne, capacità di farlo, anche non fosse ora, subito.
Non ci si deve far silenziare dalla miseria umana, bisogna sorriderne riconoscendone in sè stessi uguali germi. Me lo ripeto, prima o poi la imparo.
Di ritorno da Marte accese la luce On e rimase nascosto. Passava e leggeva da chi lo divertiva.
La radio ci manca e quelle venute dopo non contano niente.
Mi è facile essere in sintonia con persone che non ho mai visto. Questione di comune sentire, umano, etico, sociale, politico, come vuoi chiamarlo; a tratti potremmo dire/scrivere le stesse cose, a volte succede, la sorpresa non è il leggerlo ma il riconoscersi. (ciò non toglie, mi dico, che il mio modo di fare le allontanerà chi prima chi dopo) . Non riesco a stabilire un contatto con individui che tutti i giorni condividono i miei spazi, con i quali parlo, lavoro, mi muovo; non c'è modo di sfondare il muro, che - pare evidente - resiste dentro di me prima che in loro.
Sono io il problema e non so, nè so se voglio, risolverlo.
parliamo d'altro, va', oppure non parliamo (meglio)
Trucchi&Suggerimenti
Mai dichiararsi in dissenso con il Capo dei capi in ambiente lavorativo fedelissimo al Capo dei Capi, nonchè composto di femmine adoranti l'immagine stessa del Capo dei Capi e pronte per lui a qualsiasi sacrificio (lavorativo, eh non sbilanciamoci).
Soprattutto mai affermare alla portata di orecchie adoranti , con sprezzo del pericolo, che peggio di quel che sta facendo il Capo dei capi nemmeno una squadra di demolizione sarebbe riuscita a fare, e che è meglio uno stronzo imbecille con smanie di potere (il predecessore), di un presuntuoso, arrogante con smanie di potere e psicosi del controllo assoluto.
Evitare decisamente di esprimere a occhiate al Capo dei capi lo stesso concetto di cui sopra mentre lui ti spiega che bella operazione pubblicitaria sarebbe rendere inefficiente un servizio che funziona benissimo.
Ora se qualcuno sta pensando che lavoro in una sede di Forzitalia, ebbene sappia che comincio a esserne convinta anche io.
Mobbing è anche quando qualcuna costruisce di te un'immagine di ipocrita e ti attribuisce pensieri, frasi, giudizi su ciascun collega che nemmeno in sogno hai formulato, e ti fa il vuoto intorno contando sull'assenza di difese altre, contando sul proprio potere indiretto, e fosse solo il vuoto quasi meglio così, ma subito si traduce in boicottaggio, e in parallelo il capo dei capi - cui hai osato manifestare dissenso su alcune scelte che andavano a demolire il tuo lavoro - ti prepara la fossa della sottrazione, e insieme l'una e l'altro sono due persone meschine quanto potenti, invidiose quanto potenti, e stupide nell'arroganza, e questa cosa, questa soprattutto, fa male perchè è l'ennesima prova che dovunque ti volti, qualsiasi cosa guardi, leggi, ascolti, l'arroganza, la povertà di mente, l'invidia coniugata al potere sono padroni delle nostre vite.
Che poi fai due somme dentro/fuori casa, dentro/fuori te, lavoro, salute, famiglia, piaceri, dolori e risulta evidente che il periodo della tua vita che a posteriori puoi chiamare migliore nel complesso è finito da un po' e tu migliore non l'hai riconosciuto mai
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